20091008

L'anello mancante. Di Saturno, però.


La NASA attraverso lo spitzer space telescope scopre un -fino ad oggi- invisibile ed enorme anello di saturno. L'anello, per quanto possa io capire dall'inglese orbita su un piano diverso rispetto ai suoi già famosi anelli, ed è costituito di ghiaccio e polveri. L'anello, enorme e tenue non era prima visibile con i telescopi in uso. Ora sì, ma non chiedetemi perché. E comunque non importa. Quello che mi fa pensare è che conferma la convinzione popolare che le cose più grandi sono, più sono difficili a vedersi. Restiamo focalizzati sul particolare, e spesso perdiamo l'insieme. Analisi prive di sintesi. Spesso guardiamo un terremoto come ad un disastro incredibile, poi spostiamo il riferimento e vediamo che per la terra, è solo un piccolo -quasi insignificante- assestamento. Spesso pensiamo che la donna che ci ha tradito e lasciato abbia commesso un'azione indegna e meschina. Ma anni dopo, magari ci rendiamo conto che grazie a quell'azione abbiamo conosciuto un'altra donna, o fatto qualcosa che non avremmo mai fatto. Questo cosa significa? Beh, credo assolutamente nulla. Ma quando resti in casa perché ti intimoriscono per le conseguenze di un tifone che poi non arriva, ecco, diventi un pò filosofo. O ti girano i coglioni. O entrambi.  

20091007

Arriva il tifone


Qui a Tokyo siamo in attesa spasmodica del tifone. Ormai seguiamo la cronostoria completa, minuto per minuto. Il tifone pare forte, o comunque più forte del milan di questa stagione. Dovrebbe arrivare perlomeno in zona Uefa, si dice negli ambienti specializzati. Ho detto alla mia fidanzata di non andare a lavoro, che stiamo un pò tranquilli. Lei ci ha pensato su, perché comunque il lavoro in giappone è il lavoro. Quindi andrà a lavoro. L'acqua scenderà rifugiandosi nei tombini, nei balconi e le case, il vento cercherà riparo ululando come un ossesso; mmm, sesso. Sarebbe il giorno ideale. Procreare durante un tifone. Sotto le coperte, al riparo da tutto. Oppure mi piacerebbe passarlo dentro un mister donuts, sorseggiando caffè americano caldo, e mangiando ciambelle grasse. Mister tifone, non ho voglia di scherzare, rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare.

20091004

Capisco di non capire


"Non insistere, tanto non capisce il giapponese" dice lui. E in effetti è così. Non capisco niente, tranne la frase che ha appena detto. Quindi lo capisco? Il dilemma manda in tilt il mio cervello. La coppia di giapponesi perde consistenza, e con essa tutta la festa dell'amicizia (leggi: degli stranieri), e i cinesi scompaiono, e i coreani con loro, e gli indiani seguono a ruota. Capisco? Non capisco? Sto per avere una chiara esperienza OBE (out of body experience) ma riesco a evitarla morsicando un onigiri, che per chi non lo sapesse è una palla di riso (ma no? riso? davvero? in Giappone?) con dentro quello che non mettereste mai in nessuna pietanza. Nel mio credo ci fosse del trucciolato. Riso con trucciolato; forse è un'idea Ikea. Onigiri Strummellår, quando l'asia incontra la Svezia. Capisco? Non capisco? Per mandare giù il boccone sono costretto a trincare quasi d'un sorso la bevanda che mi è stata offerta. The verde freddo, of course. Ecco spiegato l'alto numero di suicidi in giappone. Nutrite una qualsiasi città italiana con riso bianco e the verde, ed ecco il controllo demografico. Capisco? Non capisco? Mi viene in mente mia madre che con la mia fidanzata presente afferma "certo che non capisce proprio niente d'italiano", io che mi adiro, la mia fidanzata che fa finta di nulla. Ecco, ho risolto: guardo la coppia -lei nel frattempo insiste nel parlarmi in giapponese- e ho la soluzione: sorrido e faccio finta di nulla. Loro non capiscono. Capiscono?

20091003

Asia Oasi di Serenità (come no)


La cina è davvero la super potenza del futuro? Molti in giappone non si fanno questa domanda. Loro si chiedono più pragmaticamente: dove mangerò stasera degli ottimi ramen? Ma i giapponesi son così, non si spreca tempo in una oziosa discussione politica quando si può tergiversare bellamente sugli ingredienti che rendono questo riso bianco così gustoso. A mio avviso l'ingrediente è solo uno: la fantasia. Il riso bianco è l'unica cosa del resto che accomuna cina e giappone, altrimenti divisi su irrisolte e noiose questioni storiche:  Quegli scogli vicino a okinawa, ad esempio, a chi appartengono? Entrambe le nazioni pensano di averne diritto. Il vero proprietario è però -a quanto rivelano le mie fonti- Nettuno in persona. Difficilmente Nettuno permetterà a qualcuno di sottrargli il suo scoglio preferito. L'esercito cinese è enorme, quello giapponese invece non c'è. Indoviniamo chi vincerebbe uno scontro diretto? Suggerimento: Ha il viso tondo, due enormi orecchie e vive a Topolinia.  Naturalmente gli stati uniti hanno i loro soldati nelle vicinanze, pronti a perdere una nuova guerra. C'è poi l'affaire Taiwan. Quest'isola considerata dai cinesi come parte della loro nazione, esattamente come gli scogli di okinawa, una parte dell'india, e parti del territorio della corea del nord e chissà cos'altro ancora. Sembra il famoso schetch di benigni.

-E questi occhiali di chi sono?- chiediamo

-Sono nostri.- risponde l'alta nomenklatura cinese

C'è sempre uno studio storico che dimostra come una parte di un qualche territorio sia storicamente cinese. Il giappone fa lo stesso con un bel pò di isolette. Se facessero così anche i mongoli ci sarebbe solo una nazione in asia, con capitale Ulan Bator.  Questo per dire che in asia il pericolo di una qualche guerra è sempre dietro l'angolo. L'unica pericolo che non corre l'asia direi è quello di vincere una coppa del mondo di calcio. 

20091002

Una Meazzi li seppellirà



Ora che vivo in Giappone sento la mancanza di una cosa in particolare. La mia chitarra elettrica meazzi, classe 1960. Questo piccolo gioiello dal lungo manico emette sonori fischi non appena attaccata a un ampli qualunque. Non sa cantare, non conosce melodie o armonie, arpeggi e accordi; lei grida solo. Un lungo e acuto lamento straziante che non conosce requie. Esattamente come un disco di giorgia. Esattamente quello con il quale dovrebbero essere coperti la stragrande parte dei programmi tv giapponesi. Coi loro sottotitoli. Programmi dove si mangia tanto, si ride, e ci si stupisce in continuazione di nulla. Ora che anche il mio tg preferito ha cambiato la conduttrice, per sostituirla con una sciacquetta uguale a mille altre, ho fatto un sogno: collego la mia meazzi a l'ampli di marty in ritorno al futuro, metto il volume al massimo e.... solo un lungo fischio li seppellirà.


20080409

LA LUNGA MARCIA VERSO IL MATRIMONIO


Ho comprato una pianta. Delle tenere campanule color lilla si ergono dalla terra che staziona lemme lemme dentro un vaso di plastica. Plastica che contiene la natura. Ci deve essere un senso, ma non so qual'è. Queste tenere campanule pare adorino la penombra. Non desiderano la luce diretta del sole. Amano l'umidità e fare le parole crociate senza schema della settimana enigmistica.  In pratica non hanno nulla in comune con me. Allora perché comprarle? Perché sono almeno 2 anni che tengo in casa, felicemente, con ottimi risultati una pietra di ametista. Molto grande per giunta. Un minerale difficile da tenere. Molti hanno avuto dei problemi con le ametiste. Si lamentano di notte, non amano i bambini e pungono. La loro puntura è decisamente dolorosa. Sono dei minerali aggressivi che diversamente dal quarzo -per fare un esempio- difendono il territorio. Quale fatica metterle accanto nella mensola dove si mostrava vanitosa un libro. Anzitutto niente horror. Clive Barker è stato fatto a pezzi. Anche i classici come Kafka o Sarte non erano di suo gradimento. Alla fine, dopo aver scartato buona parte della letteratura mondiale, ci siamo accordati sulla scuola neomarxista di Francoforte. Questo per dire che tenere in casa un'ametista non è da tutti. Bisogna avere il pollice minerale. Io, modestamente, lo posseggo. E dopo averlo orgogliosamente constatato posso dedicarmi a forme di vita più complesse. Dopo i virus e gli agenti patogeni in genere, prima i minerali, ora i vegetali. Se continuerò così, tra qualche anno potrò dedicarmi a dei pesci, poi forse, dei mammiferi. Solo a quel punto dirò di sì alla mia fidanzata.

20080308

La poesia non serve a granché


Questa semplice realtà sembra essere dimenticata dai più. Come ogni categoria di lavoratori pensa che il mondo cadrebbe in rovina senza il loro apporto, anche i poeti pensano lo stesso della loro funzione. Ma se, come abbiamo visto, gli operatori ecologici potrebbero avere le loro ragioni per pensarlo, i poeti decisamente si sopravvalutano. Perché mai delle parole messe in fila ritmicamente dovrebbero essere indispensabili? quando ho provato a coprire il rosso in banca con una parte delle "rime spirituali" di Lorenzo il Magnifico il bancario mi ha cacciato a pedate. Nessuna donna me l'ha data dopo avermi ascoltato recitare "il Vento" di Attilio Bortolucci. Dopo una giornata di tal fatta sono tornato a casa, e ho trovato conforto in una vecchia poesia di Charles Bukovski. Ecco quindi l'unica funzione della poesia. Se la tua vita è a scatafascio, e tu sei una nullità, lei ti dice "ma no, che sei un bravo guaglione". Un pò la stessa funzione della prostituta quando tua moglie ti abbandona per un altro.