20100210

Ritocchi

Questa moda di ritoccarsi chirurgicamente per assomigliare a qualcun altro o essere più belli mi sembra -sia detto chiaro- davvero ridicola. Leggo oggi che una ragazza si 21 anni, cinese, vuole sottoporsi a diversi interventi chirurgici per diventare come Jessica Alba. E tutto questo per riconquistare il suo ragazzo, fan dell'attrice. Immaginiamo che sia la mia ragazza questa cinese. Ad esempio a me piacciono molto i tostapane. 21enne si sottopone a delicati interventi chirurgici per diventare un tostapane. Questa sarebbe davvero una notizia interessante. Il primo tostapane con le tette, made in China. E ora chiedetevi da dove escono i toast. Diventare un oggetto mi sembra il naturale punto d'approdo di questa mentalità. Che poi me la immagino la mia fidanzata come tostapane che si lamenta.
-"Basta, sono stufa, passi troppo tempo con la caffettiera"
-"Trovi? sarà per le sue forme più seducenti?"
-"Come ti permetti? E io che ti preparo degli ottimi toast ogni mattina"
-"Senti, mi è venuta un'idea. Perché non ti sottoponi a un altro intervento per diventare caffettiera e la facciamo finita?"
Oggetti animati. Non mi dispiacerebbe, devo essere sincero.
Poi quando incontri una che magari si è rifatta le tette puoi dirle "dilettante. Ma i toast li fanno almeno?" Voglio dire che questa storia della chirurgia plastica non mi convince, è una truffa. Due tette le ingrandisci, le rimpicciolisci, ma la loro funzione rimane invariata.  La chirurgia sarebbe davvero devastante se cambiasse la finzione della parte corretta.
"Sai, dopo l'intervento posso vedere con le narici".
oppure: "Guarda che tette, e dentro ci sono i padiglioni auricolari. Quando corre deve sentire un frastuono pazzesco".


"Dottore, vorrei che la mia mente fosse in un posto più sicuro che la testa. Pensa che sia possibile pensare con i genitali?" "Penso lo stia già facendo"
Forse quello che non capisco della correzione è lo scopo. Non che io mi piaccia particolarmente ma non vedo ragione di modificare il mio corpo. Anche se la tentazione di avere delle dita lunghissime è forte.
"Ehi, mu, che hai fatto alla mano?"
"Mi sono rifatto le dita. Belle eh? Ora posso cambiare scrivere i post anche se la tastiera del computer è in un'altra stanza"

20100126

Turisti Immobili





Fermo all'angolo della strada, consulto la mia mappa di Parigi e cerco di capire che direzione prendere. Mia moglie è impaziente.
-"Io penso che sia in quella direzione".
-"mmm, aspetta, ma dov'è il nord?"
Giro la mappa per orientarla con la mia persona, ma le vie non corrispondono mai perfettamente. "Penso che ci siamo persi" sussurro sconfortato. 
-"ti avevo detto che dovevamo girare a sinistra all'incrocio"
Non c'è azione sbagliata alla quale una brava moglie non possa aggiungere anche una certa dose di senso di colpa. 
-"Forse è meglio chiedere" suggerisco
-"Fai pure", risponde lei corrucciata. 
Fermo un passante che non sembra troppo di fretta. 
-"Mi scusi, parla inglese?"
-"No, Mi dispiace", risponde in perfetto inglese. E si allontana. Ne fermo un secondo, poi un terzo, poi decido di cambiare tattica.
"Mi scusi" dico fermandone uno a caso "penso che io e mia moglie ci siamo persi". Non chiedo più se sa l'inglese. Ho come l'impressione che questo depisti le persone.
-"Dove dovete andare?", chiede. 
Grazie al cielo. 
-" Stiamo cercando la tour eiffel, sulla mappa è qui"
-"....... cosa?"
-"T-o-u-r  E-i-f-f-e-l" scandisco per bene. 
-"Ma, è a Parigi"
-"Lo so"
-"Questa è Tokyo"
-"......."
-"E' uno scherzo?"
"Vuol dire che non è Parigi?" chiedo sorpreso
Mia moglie mi riprende stizzita "Te l'avevo detto che dovevamo girare a sinistra all'incrocio"
Il passante ci guarda sospettoso. Credo incominci ad avere paura. I suoi occhi cercano una ipotetica via di fuga alle nostre spalle, o forse un poliziotto. Altri passanti invece ci passano accanto senza neppure degnarci di uno sguardo. 
"Tokyo eh, " dico con un sorriso per smorzare la tensione creatasi "che ne pensi cara, in fondo non siamo mai stati nel lontano oriente". 
"Parigi però era più romantico"
"Credo che , ehm, dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco" insisto perché il tipo si sta innervosendo. Non vorrei fosse un pazzo armato.
"E va bene. Tokyo sia". Dice lei e inizia a frugare nella borsetta dalla quale estrae una mappa di Tokyo.
-"Ecco" dico al passante che nel frattempo aveva accennato un paio di passi indietro "ci saprebbe dire un buon ristorante, qui a tokyo" dico rimarcando la parola Tokyo, per far capire che non sono pazzo.
-"No" risponde lui con un filo di voce "scusate, ma non sono di questa zona, e scusate ancora" fa un inchino al quale rispondo con un cenno del capo e si allontana di fretta.
-"Certo che non mi sembrano particolarmente amichevoli qui a Tokyo" dice mia moglie con un mezzo sorriso
-"Haha, no, direi di no. Hai visto i suoi occhi? Erano quelli di un cagnolino sgridato", le dico contento che si sia tranquillizzata. "Comunque " aggiungo "forse hai ragione tu. Non è che Tokyo sia la città più romantica del mondo."
-"Che ne pensi di New York?" mi chiede lei di nuovo piena di entusiasmo
-"Ho sempre desiderato visitarla!" le rispondo. Al che lei fruga nella borsa e tira fuori una mappa di new york quasi nuova e me la porge. La prendo e la apro
-"uhm, dunque, che ne dici di central park?" domando
-"Sarebbe meraviglioso"
-"Vada per central Park".

Giro la cartina per orientare le vie con la mia posizione. Perfetto. "Mi scusi" urlo in direzione di un passante "per Central Park?"








20100101

AVATAR 3D


Oggi decido di guardare Avatar in 3d al cinema. Queste sono alcune delle cose che ho pensato mentre lo guardavo. Attenzione, potrei inserire spoiler, quindi se non l'avete visto potreste avere delle anticipazioni su trama, sviluppo e finale.

  1. La parola chiave del film è connessione. Quella dell'uomo con la natura, dell'uomo con se stesso. Il messaggio ecologista risulta un po' banale, ma alla fine in linea con i tempi
  2. Nel film la tecnologia e la natura sono in contrapposizione. La qual cosa non condivido. Il mito della vita in connessione completa con la natura è per me solo un mito. L'uomo può convivere con la natura e la tecnologia insieme, mentre non può fare quello che dice il film, connettersi con dei cavi organici -idea che fa capire quanto la tecnologia ci sia ormai invece indispensabile- agli alberi
  3. Il protagonista su una sedia a rotelle è un malinconico marine inutilizzabile. Nel suo avatar da grande puffo invece è un guerriero spettacolare. Mi sembra un pò scema come idea: un diversamente inabile? 
  4. a questo proposito notiamo come nel film la super tecnologia umana non abbia mai pensato a delle protesi per gli arti -il nostro ha una semplice sedia a rotelle che spinge manualmente-, e neppure a delle sedie a rotelle più tecnologiche, mentre ha costruito mecha e ricostruito corpi mescolando non si capisce bene come il dna umano a quello alieno
  5. I personaggi sono privi di spessore psicologico. Se c'è, è tagliato con l'accetta. 
  6.  Come al solito il training stile orientaleggiante del guerriero è trasmesso attraverso alcune scene base, un po' come quando le storie d'amore vengono riassunte con immagini mute con sottofondo musicale. Eppure il passaggio da un tipo di guerriero a un altro è degno di interesse, molto più della battaglia finale
  7. la battaglia finale. Andati a vuoto i tentativi diplomatici si fa a chi ce l'ha più lungo. Che è praticamente il senso della politica estera americana. Mi sembra davvero poco. Non si poteva pensare davvero niente di meglio del battaglione di fine livello?
  8. Tra l'altro la battaglia finale è gestita da super macchine da guerra contro lancie e frecce. Naaaaa.
  9. Altra cosa indecente è che gli scienziati avevano cercato di ottenere la fiducia del popolo di pandora (davvero non si poteva pensare a un altro nome?) senza riuscirci. Lì dove le migliori menti hanno fallito riesce il marine. C'è di nuovo questo sospetto versa la scienza e la cultura, che non mi piace moltissimo. 
  10. Il popolo dei puffi cresciuti sembra davvero troppo una tribù africana - o meglio la sua iconografia- come nella scena del canto corale. Non è che per essere vicini alla natura ci sia bisogno di avere una grande sacerdotessa e un capo tribù. 
  11. La trama è di una prevedibilità scandalosa, e i dialoghi prevedibili. Tenete conto che l'ho visto in Inglese -lingua che non padroneggio- con sottotitoli in giapponese -lingua che non leggo-, senza particolari problemi. Il che è tutto dire.
  12. Per piacere: basta con il concetto di "prescelto"


Concludendo: il film era la mia prima esperienza in 3D, e devo dire che questo mi è piaciuto. Non ho altri film per paragonare, ma qui il 3d non era mai invadente e dopo un pò ci si dimenticava che ci fosse. Purtroppo il film, pur bellissimo tecnicamente, e avendo in sé anche alcuni elementi molto interessanti a livello concettuale non è stato sviluppato benissimo a livello di trama. Però si passano un paio d'ore divertenti. Alla fine, a livello, di entertainment è un film pienamente riuscito.

20091209

Androidi, venite!


Molte delle situazioni umane sono meglio descritte dall'informatica. L'uso di termini asettici come quelli informatici credo possa aiutare e stimolare l'uomo a confrontarsi con l'altro. Ad esempio fare un figlio significherebbe solo "fare una copia di back up". Suona meno impegnativo e di certo più utile. Il sesso sarebbe semplicemente l'emulazione di un sistema operativo diverso dal nostro. Non gli si chiederebbe mai di funzionare alla perfezione.  Quando uno si addormenta va in stand by, quando mangia si mette in carica la batteria, quando raggiunge l'orgasmo non fa che un semplice reset del sistema. Penso che un androide capirebbe molte più cose dell'uomo che l'uomo stesso.

Mi piacerebbe davvero un mondo popolato da uomini e androidi. L'assenza di sentimenti mi ha sempre affascinato, così come l'asetticità. E poi forse con gli androidi gli uomini troveranno qualcosa su cui riversare le loro paure, e in questo si sentirebbero più uniti. Forse il mondo ha bisogno di un capro espiatorio non umano, per vivere in pace. I robot salveranno il mondo.

20091204

20091201

L'elogio della Mediocrità


Nell'82 avevo 10 anni. L'Italia del calcio vinse il mondiale in Spagna, io mi sbucciai gravemente un ginocchio e al festival di sanremo vinse una canzone che è un elogio sperticato della mediocrità. Storie di tutti i giorni, dell'ex-pooh Riccardo Fogli deve la sua fortuna a qualcosa di intangibile. Io avevo 10 anni e mi pareva una canzone carina, ma avevo 10 anni. Riascolto la canzone dopo che mi era tornata alla mente senza ragione. Sapete quando vi svegliate e avete una canzone in testa? Ecco, purtroppo era storie di tutti i giorni. Quindi vado a ripescarla e questa volta, 17 anni dopo, mi fermo ad ascoltare anche il testo. Ma porca maiala, è possibile -mondo cane- che un elogio così sperticato della tristezza e della mediocrità abbia avuto così successo, mi chiedo. Ascolto le storie "di noi brava gente, che fa fatica e s'innamora con niente" e mi chiedo se mi sta prendendo per il culo oppure ci crede davvero. Gente "senza trionfi né grossi guai" avrebbe dovuto prenderlo e gettarlo nel Po nudo a gennaio quando il buon Fogli si immedesima ipocritamente con questi. Come si può cantare "con questo amore che non è bello come vorrei" senza che qualcuno ti riempia di mazzate non mi è proprio chiaro. Non è grande come vorresti? "A' Ricca', e cambialo se nun te piace, nun ce rompe li cojoni"

20091124

Pandemie


Dopo l'influenza un'altra terribile pandemia rischia di far venire i capelli bianchi ai ragazzi del ministero della salute. Una vecchia piaga mai diagnosticata come malattia rischia nei mesi primaverili di azzerare le capacità produttive del mondo industrializzato. Si tratta del terribile morbo delle erezioni stagionali. Basterà una scollatura, una spalla scoperta e i vostri pantaloni mostreranno tutti gli imbarazzanti effetti del male.

Ma già da oggi possiamo combattere questo fastidioso morbo con una recente scoperta scientifica; il Moscex. Un goccio di Moscex e niente più pensieri sconci per 12-14 ore. E' sufficiente un cucchiaino la mattina e uno dopo pranzo e al "migliore amico dell'uomo" non resterà che starsene tranquillo nei suoi comodi boxer. I medici consigliano di utilizzarlo fin da ora, perché prevenire è meglio che curare. Ma sentiamo alcune testimonianze reali come la mia somiglianza con Brad Bitt.


Alessandro (Torino): "Ogni volta che facevo un aperitivo ero costretto a guardare fissamente il mio moijto per non avere una evidente erezione. Le ragazze pensavano che fossi un asociale. Poi ho scoperto Moscex, e da ora posso fissare una sesta di reggiseno senza scompormi. Moscex ha migliorato la mia vita sociale. Ora non esco mai di casa senza"


Stefano (Pisa): "All'università ero diventato lo zimbello delle mie compagne. Le vedevo sempre ridacchiare indicandomi. Non sapevo a chi rivolgermi. Pensavo di essere malato. Poi il medico di famiglia mi ha spiegato che è un disturbo comune e che si può curare semplicemente con un cucchiaino di Moscex. Ora finalmente posso studiare senza distrazioni e le mie compagne non mi deridono più".



Wikipedia aggiunge che "l'erezione del pene" è un disturbo a carico dell'apparato genitale maschile, che provoca un irrigidimento dello stesso e in seconda battuta problemi di socializzazione e -se non curato- procura cefalee, disturbi della concentrazione, ansia, e in casi più gravi malattie veneree e gravidanze indesiderate. Il 70% della popolazione maschile soffre di questo disturbo, ma la maggior parte di questi non ne parla per pudore, rischiando così di cronicizzare il male. L'erezione del pene è il disturbo più diffuso tra i giovani maschi.


Quante cose si scoprono leggendo Wikipedia quando si è senza un lavoro. Corro subito a comprare un flacone di Moscex.