
Mi piace guardare i Dorama. Cioè le televonele, in pratica. La lingua giapponese per me ha solo segreti, e l'unico utilizzo che ne faccio è quello di sbiascicare ordinazioni nei vari bar (come li chiamo io). Possiamo ben immaginare quello che capisco io quindi di questi telefilm. Domenica ne ho guardato uno il cui titolo sembra essere Jin. Ecco la storia, o quello che penso sia la storia. Un medico, abile ad aprire crani, aspetta che sua moglie (o una sua cara amica) esca dal coma dopo un operazione alla testa. Soffre però lui stesso di mal di testa causati da un feto tenuto sott'olio (così sembra) in un'oliera. All'improvviso un suo paziente scappa col feto, lui lo insegue e gli fa cadere il feto; questo avvenimento lo riporta naturalmente indietro di 150 anni circa (beh, doveva aspettarselo). Qui si trova a curare ferite alla testa di poveri malcapitati (un samurai, una donna colpita da un cavallo), mentre inizia una relazione con una giovane donna del posto (e del tempo). Questo cosa ci insegna? Ecco, me lo sono chiesto anche io. Forse il feto dotato di poteri paranormali vuole essere un ammonimento contro l'aborto?I mal di testa -e le ferite alla testa- sono metafore dei grattacapi causati al popolo giapponese dall'apertura, che avvenne proprio in quei tempi, dopo secoli d'isolamento, nei confronti dello "straniero"? E perché una donna uguale alla moglie è esistita 150 anni prima? Non c'erano abbastanza soldi per un'altra figura del cast? Queste sono alcune delle domande che lo sceneggiato lascia per ora in sospeso. Aspetto fremente -see, come no!- la prossima puntata.